Dal 2000, Arzo ospita il Festival internazionale di narrazione: quattro giorni di spettacoli, ma anche di musica, incontri e tanti spazi diversi per ritrovarsi a condividere idee e sensazioni, in un’atmosfera di festa.

Al Festival partecipano artisti provenienti da diversi paesi, secondo un'accezione ampia e curiosa di teatro di narrazione, che apre alla conoscenza di territori e linguaggi nuovi. Storie che incantano, sorprendono, emozionano, senza rinunciare ad indagare e approfondire i cambiamenti, le speranze e i timori della società contemporanea, rivolgendosi con un linguaggio accessibile a un pubblico ampio e intergenerazionale. Grande spazio è dedicato alla programmazione per i bambini e un’attenzione speciale è riservata al pubblico degli adolescenti e dei giovani. La piazza, le corti e i giardini di Arzo sono la cornice ideale per garantire quella vicinanza tra artisti e pubblico necessaria alla narrazione. Le dimensioni del paese consentono di muoversi a piedi tra un evento e l’altro, favorendo l’incontro e prolungando questa sensazione di appartenenza e intimità oltre i confini temporali dello spettacolo. Nei suoi vent’anni di vita il Festival si è ritagliato uno spazio importante nel panorama delle proposte culturali della ragione, trasformandosi in un appuntamento atteso. Il successo ottenuto non ha tuttavia indotto gli organizzatori a riproporre di anno in anno una scontata replica di un formato consolidato: al contrario li ha invogliati a sperimentare sempre nuove soluzioni. La manifestazione gode del prezioso sostegno pubblico e privato, fa affidamento alle sempre più numerose forme di collaborazione con enti e organizzazioni attive sul territorio e soprattutto sull’insostituibile apporto dei molti volontari che ogni anno contribuiscono a creare il clima di accoglienza e condivisione che da sempre la contraddistingue.

Programma 2019

Simplon

Di e con Stefano Beghi

31.08.2019 18:00

Musiche dal vivo di Marco Prestigiacomo

Produzione KarakorumTeatro

Adulti

Cava Broccatello

A cavallo tra ’800 e ’900, in un’Italia ancora molto giovane, in una terra che ha da poco lottato per definire i suoi confini e consolidare la sua identità, l’economia, la politica e l’ambizione tecnico-scientifica spingono già per aprire una strada verso l’Europa al passo con i tempi: costruire una via ferroviaria nel cuore delle Alpi. L’esigenza di dividersi da un lato. Il bisogno di unire dall’altro. In mezzo, le persone...