Corte dei miracoli

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All’interno della diciannovesima edizione del Festival di narrazione

la Corte dei miracoli è pronta a offrire un’occasione per avvicinare

il pubblico ai temi, ai discorsi e ai protagonisti degli spettacoli, ospitando nuovi momenti di incontro con il pubblico.

 

Quattro gli appuntamenti.

 

 

 

Sabato 1 settembre

ore 11.00

Teatro, Sacro e possibili declinazioni

Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo,

Ilaria Pezzera, Swewa Schneider (compagnia Associazione Musicali si cresce)

con Gabriele Allevi

 

Lo spettacolo che apre l’edizione del Festival, Piccolo canto di resurrezione (nella Cava Broccatello giovedì alle 21.30) narra e canta la possibilità di rinascita, attraverso l’unione di storie quotidiane con il mito della Loba, una figura ancestrale che con il suo canto è capace di restituire la vita. Una narrazione corale in cui cinque donne raccontano e cantano frammenti di vita, dove le voci che si innalzano e si rincorrono, in una molteplicità di toni, rispondono a un medesimo impulso: la volontà di «risorgere».

 

Il desiderio di cambiamento connesso a un’idea di resurrezione sarà anche il tema dell’incontro con la compagnia Associazione Musicali si cresce che, nella Corte dei miracoli, dialogherà con Gabriele Allevi, operatore culturale che da anni occupa una posizione di primo piano nella riflessione tra arte e sacro; direttore artistico, fra le altre attività, del Festival teatrale bergamasco deSidera, rassegna interamente dedicata al rapporto tra teatro e sacralità.

 

 

 

Sabato 1 settembre

ore 14.30

Scalare il limite: racconti tra montagna e vita

Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris

con Enrico Camanni

 

La montagna come protagonista indiscussa dei due spettacoli che Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris portano ad Arzo: S(l)egati (nella Cava Allio sabato alle 18.45) e Un alt(r)o Everest (nella Cava Broccatello venerdì alle 21.30). La montagna come palcoscenico in cui mettere in scena e indagare il desiderio di conquista; il confronto con sé stessi, con i propri punti di forza e i propri limiti; la profondità del legame con l’altro.

 

Due narrazioni che prendendo come spunto le vicende reali di due amici alle prese con i loro sogni si offrono come profonde metafore esistenziali, che mettono in scena le difficoltà e i passaggi inevitabili della vita.

 

L’intenso rapporto tra vita e montagna, di come sia possibile narrare l’una attraverso l’altra, sarà il cuore di questo incontro, anche grazie alla presenza di Enrico Camanni, scrittore, giornalista e alpinista torinese che da anni si muove tra due passioni: quella della montagna e quella della scrittura.

 

L’incontro è sostenuto dal Club Alpino Svizzero Sezione Ticino.

 

 

 

Domenica 2 settembre

ore 14.30

Appunti per… La narrazione

di Davide Enia

Davide Enia

con Sofia Perissinotto

 

Appunti per un naufragio (Sellerio, 2017) è il romanzo da cui è tratto lo spettacolo L’abisso, che Davide Enia porta in scena in anteprima al Festival di narrazione di Arzo (nella Cava Broccatello sabato alle 21.30). Appunti per un naufragio è il testo che nasce con e dall’esperienza che lo stesso autore e attore vive a Lampedusa, il piccolo scoglio del Mediterraneo, che alla perenne resistenza agli elementi naturali, oggi unisce quella all’impatto di una delle più grandi tragedie del contemporaneo: gli incessanti flussi migratori.

Come rendere parola l’indicibile? Come narrare la frontiera, chi la vive, chi le sopravvive, chi ha potuto solamente anelarla? Davide Enia, in un momento prezioso, racconterà la sua esperienza, condividendo le lenti personali adottate per guardare e fissare quel presente in narrazione, in libro prima e spettacolo poi.

Per dar anima e corpo a un’operazione complessa, che ha portato alla scrittura e alla messa in scena di quelle parole che aprendo prospettive celano abissi.

 

L’incontro è sostenuto dal PIC Programma di Integrazione

cantonale del Dipartimento delle Istituzioni della Repubblica e Cantone Ticino.

 

 

 

Domenica 2 settembre

ore 16.15

Terra Matta, la memoria in scena

Stefano Panzeri

con Marco Mona

 

Un progetto che intreccia passato e presente: è la Trilogia Terra Matta (1899-1968) di Stefano Panzeri, in scena alla Corte dell’Aglio con le sue tre parti, Terra Matta 1 (1899-1918) venerdì alle 19.15; Terra Matta 2 (1918-1943), sabato alle 18.30; Terra Matta 3 (1943-1968), domenica alle 18.30.

Durante l’appuntamento nella Corte dei miracoli Panzeri racconterà le tappe e i retroscena di un percorso che lo ha visto muoversi dalla voce scritta, cristallizzata su 1027 pagine di carta, del portentoso diario del bracciante siciliano semianalfabeta Vincenzo Rabito, a quelle orali, vive nella memoria, di migranti italiani oggi sparsi nel mondo.

 

Un’operazione che, sospesa tra cronologie e luoghi differenti, incarna il testamento spirituale di voci e sensibilità diverse che, ognuna con la sua personale vicenda, arricchiscono il ritratto di un secolo complesso e denso come quello che è stato il Novecento.

 

 

 

 

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