Corte dei miracoli

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Per la diciottesima edizione del Festival di narrazione, saranno quattro i momenti di incontro tra gli artisti e il pubblico che si svolgeranno presso la Corte dei miracoli. In queste occasioni gli artisti approfondiranno gli spunti e i temi degli spettacoli in scena ad Arzo, riflettendo in parallelo sul loro modo di fare e vivere l’arte.

 

 

 

Venerdì 25 agosto

ore 18.30

Per una voce più gentile

con Saverio La Ruina

modera l’incontro Marco Coppola

 

 

“Svegliatemi in un mondo più gentile”. Queste le parole che Peppino, il personaggio omosessuale portato in scena da Saverio La Ruina in Masculu e Fìammina (in Piazza venerdì alle 21.30, vedi pagina 31), scrive al termine di una lunga e liberatoria confessione con la madre. Una madre che, però, ora non può più sentirlo: Peppino infatti parla alla sua lapide, in un cimitero calabrese.

Il flusso doloroso, ma liberatorio, del personaggio a cui La Ruina presta voce e corpo, sarà lo spunto per un’occasione di approfondimento di un tema, la diversità e varietà degli orientamenti sessuali e la loro concezione nella società contemporanea, che è ancora troppo lontano dal trovare pacificazione.

A permetterci di andare ancora più a fondo, nel cuore della situazione attuale, sarà la presenza di Marco Coppola, Presidente di Rompere le Catene Onlus, da anni schierato in prima linea nella lotta contro l’omofobia a favore della comunità LGBTQ.

L’incontro è sostenuto dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino, nell’ambito del Progetto per l’integrazione e la prevenzione della discriminazione.

 

 

 

 

Sabato 26 agosto

ore 16.15

Tra arte e vita: Oscar De Summa

con Oscar De Summa

modera l’incontro Sofia Perissinotto

 

Per la prima volta ospite al Festival, Oscar De Summa (vedi pagina 28), autore e regista pugliese, porta in scena due lavori: La sorella di Gesucristo (in Piazza giovedì alle 21.30) e Stasera sono in vena (alla Corte dell’Aglio sabato alle 20.45), entrambi parte del progetto della Trilogia della Provincia. Nei due spettacoli lo sfondo è sempre il medesimo: la Puglia degli anni Ottanta, una terra spesso feroce che in quegli anni vede nascere ed affermarsi l’eroina e la Sacra corona unita. Una terra nella quale l’artista è cresciuto e dalla quale ha ereditato parte del suo sguardo sul mondo, con il quale ha sentito, a un certo punto della sua vita, il bisogno di confrontarsi.

Come si può fare i conti con quello da cui si parte, con quello che si è stati? Può l’arte aiutare a misurarsi con il passato, con l’eredità ricevuta? Per l’artista può diventare un’urgenza, una necessità il doverlo fare?

Queste alcune delle domande che faremo a De Summa per iniziare a conoscere meglio lui e il suo modo intenso e viscerale di fare teatro.

 

 

 

Domenica 27 agosto

ore 14.30

Un moderno cantastorie: Murubutu

con Murubutu

moderano l’incontro Theo Bernardi e Tobia Bervini

 

Coniugare narrazione e musica rap, ma soprattutto essere rapper e professore di storia e filosofia del liceo può sembrare cosa ardua, ma c’è chi, forse con una discreta dose di audacia, è riuscito nell’impresa e porta avanti la doppia anima con grande abilità: si parla di Alessio Mariani, in arte Murubutu, pronto ad animare la Piazza di Arzo con il concerto L’uomo che viaggiava nel vento (sabato alle 23.00, vedi pagina 46).

Durante l’incontro pomeridiano sarà così possibile conoscere meglio, in uno scambio dinamico e coinvolgente tra artista e pubblico, uno tra i migliori storyteller italiani, capace di miscelare nella sua arte con freschezza e originalità rap, letteratura e storia.

Il suo mix si rivela strumento di comunicazione estremamente efficace, in quanto permette al moderno cantastorie emiliano, con i suoi rap-conti, di portare anche nel cuore dei più giovani storie e tematiche sociali e culturali che spesso diventano stimolo per riflessioni e approfondimenti ulteriori. Non si perda dunque l’occasione di entrare nella corte e farsi catturare da Murubutu, la sua voce e il suo flusso.

 

 

 

Domenica 27 agosto

ore 16.15

Un cuore spaccato in due: identità e immigrazione

con Aleksandros Memetaj

modera l’incontro Marco Mona

 

 

Il viaggio finisce davvero quando si è arrivati? O è da quel momento che ne inizia un altro, interiore, una ricerca difficile e spesso dolorosa? Di questo ci parlerà e testimonierà Aleksandros Memetaj, cresciuto in Veneto, figlio di due albanesi scappati in Italia dopo il crollo del regime comunista del loro paese negli anni Novanta.

Il giovane, autore e attore dello spettacolo che porta in scena al Festival, Albania casa mia (alla Corte dell’Aglio sabato alle 18.00 e domenica alle 18.30, vedi pagina 40) rifletterà sul complicato percorso verso la conquista di una propria identità da parte di chi, straniero di seconda generazione e con un cuore spaccato in due, si sente sempre in mezzo tra due mondi.

A dialogare con lui sarà Marco Mona, da quest’anno Presidente del Festival, attento, tra le altre attività, alla cooperazione con organizzazioni di migranti e rifugiati.

 

Si discuterà insieme di identità, cultura, limiti e barriere e dell’importanza di non stare passivamente a guardare.